29 gennaio 2011
Farewell
Questo posto è stato abbandonato a se stesso perché ogni volta che lo apro mi ricorda di cose che fatico ogni giorno a ricacciare in fondo alla mente il più possibile.
Sogni e speranze che avevo portato avanti così a lungo che quando si sono infranti non hanno quasi fatto rumore per paura che gli altri se ne accorgessero. Persone che mi hanno amata spero almeno un po' e poi mi hanno fatto più male di quanto forse possano essersi immaginate. Momenti in cui non sono stata forte come avrei voluto. Mi ricordano quella me da cui desideravo così tanto fuggire e con la quale, comunque, continuo a convivere.
Quando ho iniziato a scrivere ero una bambina che credeva di essere diversa dai suoi coetanei solo perché il mondo l'aveva bruciata qualche volta in più; forse, con un po' di arroganza, credo di essere (stata) più attenta - matura non sarebbe la parola più adatta - di loro e questo mi ha dato una prospettiva diversa.
Oggi sono una giovane adulta - e dirlo mi fa ridere, forse neanche hanno senso queste parole vuote - con il cuore mezzo vuoto, che si è rotto perché é caduto in terra tante volte in un periodo di tempo un po' troppo breve ed ora è come una clessidra con una crepa, che fa scivolare via tutta la sabbia, granello per granello.
Eppure questo posto, che mi è sempre servito per liberarmi dei pesi e sentirmi più leggera, è talmente saturo di parole, saturo di me, che non riesce più ad adempiere alla sua funzione: scrivere qui era un modo per avere i miei minuti di libertà, un posto per me e solo per me. E invece, adesso, stare qui mi fa più male del male che ho sentito, perché è il male del ricordo. E quello nessuno te lo porta via.
Qui ho incontrato, più intimamente di quanto si potrà mai fare sul piano fisico, belle persone, sempre attente e premurose, che hanno trovato il tempo per leggermi e consolarmi, fare una battuta o anche dire un semplice ciao, che spesso mi è bastato a ritrovare il sorriso. Non credo ci sia bisogno di fare nomi: chi c'era quattro, cinque anni fa, c'era allora, come c'è sempre stato e mai vi potrò ringraziare abbastanza. Insomma, chi siete lo sapete da voi.
Dare una sorta di conclusione era qualcosa che dovevo fare per me, per scacciare quell'opprimente sensazione che mi viene quando lascio le cose a metà. Da un lato lo faccio con tanta tristezza, dall'altro con un po' di sollievo. So per certo che continuerò a scrivere: dentro di me, sul mio diario nero con il lucchetto rotto, in una nota nascosta dentro un libro, qui (se lo desiderate, venite a trovarmi, non può che farmi piacere la visita dei vecchi amici).
Farewell! God knows when we shall meet again.
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Brokenclock il 29/1/2011 alle 21:2 | |
sentimenti
7 ottobre 2010
Love is a Losing Game
Non so cosa ci sia di sbagliato in me.
Qualcosa ci deve essere, perchè l'unica costante in questa marea di cose che vanno male sono IO.
I'm trying so hard to figure that out.
Non ho una risposta.
Sto pensando a tutto quello che ho fatto e detto e non capisco dove sia l'errore.
Forse l'errore sta proprio nel non capirlo.
Lui mi ha fregato. Ancora.
Dopo due anni, sono nella stessa, stessa situazione.
Si può essere più stupidi?
Mi fa stare bene per così poco e mi fa stare male, anche con me stessa, così intensamente.
Dove sbaglio, dove?
Il prezzo di una felicità effimera deve essere un dolore così acuto? Not fair.
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Brokenclock il 7/10/2010 alle 22:54 | |
sentimenti
16 settembre 2010
Nicest thing
Lui funziona.
Part time, forse.
Ma funziona e così mi va bene.
Fino a che non sarà il momento di farlo non mi porrò alcuna domanda.
Dopo due anni, siamo cambiati.
In meglio?
Siamo cambiati.
Sono nata per essere abbracciata da lui.
Don't screw this up once again. Pretty please?
All I know is that you're so nice
You're the nicest thing I've seen
I wish that we could give it a go
See if we could be something
E a volte forse mi pento un pochino di aver chiuso con te, A volte forse ci ripenso un pochino a te.
Spero di poterti chiudere fuori da quel famoso portone. Spero che le mie minacce non fossero vuote.
Sto facendo confusione, sto parlando di due persone e dovrei lasciarne perdere almeno una. Sarebbe ora.
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Brokenclock il 16/9/2010 alle 23:15 | |
DIARI
31 agosto 2010
Don't Stop Believing
Vero. Ho perso un sogno.
Anzi.
Lo sto posticipando.
Forse non era la mia strada.
Per adesso spero vada tutto bene così.
Due test.
Vedremo se li passo. Ne ho già passati così tanti.
Un incognita.
Spero che si chiarisca.
Tanto affetto.
Non so come farei senza.
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Brokenclock il 31/8/2010 alle 22:48 | |
diari di viaggio
6 agosto 2010
Gioia Infinita
Il ritorno porta addosso mal di testa e mal d’anima,
nei silenzi ognuno piano fruga dentro di se...
La vacanza della vita in un paradiso con l'acqua cristallina con le persone migliori che si possano desiderare.
Una meraviglia vera e propria.
Porto dentro quei sorrisi, le parole, gli sguardi, i visi.
E qualcuno ancora si stupisce del fuoco sacro che ci unisce,
scosse forti dell’anima che nessuno scorderò più!
E solo non per il mare o il sole o il Bananas o lo Xueno o il Pachanka o Cala Sahona o Illetes o i quod o una bottiglia di vino aperta dai vicini o 700 foto scattate o le 3 ore di sonno per notte o 8 donne con un bagno o 6 milanesi fuori di testa o le gite in bici o gli ombrelloni con i buchi o il balcone o la paella o i fiumi di alcool o l'alba spettacolare o i mercatini della Mola o le sciarpine al collo o le tapas o ballare al Pacha o portarsi una valigia di vestiti e mettere quelli delle tue amiche o le cene alle 11 o 'duracell, l'alcalina che dura 4 volte di più' o i cori da stadio o i chupitos al caramello o i massaggini alle spalle o 'bella zio' o perdere la svolta giusta ogni volta e dover fare inversione o il benzinaio che fa rifornimento o i meeting delle 6 del mattino o la pineta o la serata breschella o il muro del Pita o la sabbia fastidiosa o leccare via il sale dalle braccia o avere dei bodyguards o essere tristi alla partenza.
Ma per tutte, tutte queste cose insieme.
'Ragazze ma lo sapete che l'autobus si prende dall'altra parte?'
'...Adesso si!'
'Ma se metto la protezione 6 poi la 25, fa 31?'
'Franceeeesco, ce l'hai una sigareeeeetta? Madoooonna!'

...E pensare che tra un mese la mia vita cambierà così tanto.
Oh, madonna che ora era,
era oggi o ieri sera?
20 notti e poco giorno…
me le sento ora che torno!
ora che la fiesta è andata,
pace amore e GIOIA INFINITA!
Formentera 2010, la isla de nunca jamàs (que nunca olvidaré).
Brindo a voi e a questa vita,
pace amore e GIOIA INFINITA…
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Brokenclock il 6/8/2010 alle 1:47 | |
vita scolastica
25 giugno 2010
Che rumore fa la felicità?
Si può chiedere a dei ragazzi di diciannove anni cosa sia la felicità?
Lo si chiede a dei ragazzi che, spesso, non pensano nemmeno alle conseguenze delle proprie azioni per sperare di raggiungerla. Che sono disposti a tutto pur di ottenere un attimo di felicità.
Lo si chiede a dei ragazzi che probabilmente non sanno nemmeno che direzione vogliono prendere per il proprio futuro, per ora scelgono quello che sembra essere il male minore.
Felicità è guardare negli occhi qualcuno e capirsi senza parlare.
Felicità è il sorriso di un bambino quando gli dai un pezzetto di cioccolato.
Felicità è una mattina di sole dopo una settimana di pioggia.
Quante banalità avrò (avremo?) scritto e quante cose serie e meravigliose ho dovuto evitare, per amore delle convenzioni (e della paraculaggine, se vogliamo dirla tutta).
E allora ho blaterato di libertà garantita dallo stato (...no comment.), di solidarietà sociale (idem), di quanto siano stupidi gli uomini che non imparano dagli errori del passato, ho parlato di Platone e Dickens e Schopenhauer, così tanto per sembrare una persona seria, tanto per sembrare qualcuno che sapesse quello che stava scrivendo e soprattutto credesse in ciò che stava scrivendo.
5 colonne di bugie e banalità.
5 colonne di parole mie e non mie, perchè purtroppo è quel che vogliono. (spero.)
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Brokenclock il 25/6/2010 alle 15:6 | |
vita scolastica
21 giugno 2010
Notte prima degli Esami
Anni passati in fretta ma non troppo.
Incrocio le dita e penso a cosa fare di tutti quei fogli che ho comprato e mai usato.
Sono tranquilla.
E agitata perchè sono troppo tranquilla.
Quando sai di arrivare a un traguardo tanto sospirato, quasi quasi torni indietro e rifai tutto il percorso.
Ho detto quasi quasi.
Faccio un respiro di quelli che quasi mi manca il fiato.
Basta un passo per tagliare quel traguardo.
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Brokenclock il 21/6/2010 alle 22:50 | |
sentimenti
16 maggio 2010
Save Tonight
Ascolto il tuo cuore che batte forte sotto la maglietta, guardo gli incastri perfetti delle nostre mani, sento le tue braccia intorno a me. Il tuo respiro sul collo si trasforma in un bacio.
Ho scoperto che hai una
piccola vescica sul palmo.
Sto talmente bene che potrei restare su questo letto per sempre.
Vai? Vai. Mi resta il tuo profumo sul
cuscino.
Mi piace alzarmi in punta di piedi per doverti baciare.
Well, we know I'm going away
and how I wish, I wish it weren't so...
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Brokenclock il 16/5/2010 alle 22:38 | |
sentimenti
7 maggio 2010
Sere nere
Quando qualcosa si spezza dentro, lo senti.
Senti come una specie di colpo, un pugno, una spranga che ti colpisce in pieno petto.
E poi, come se fosse un cartone animato che non fa ridere, vedi un buchino da cui inizia ad allargarsi una crepa piccola, ma mano sempre più profonda e frastagliata che lo trapassa da parte a parte.
D'improvviso fa male, fa male come quando sbatti contro uno spigolo, talmente male che non lo senti nemmeno subito, ma, via via che si risveglia, il dolore aumenta e aumenta e aumenta fino a che le lacrime salgono, come la lava che esplode in un vulcano, e scorrono salate e non si fermano.
Rinsavisco per qualche secondo, per fortuna.
Sono ammattita tutta d'un colpo e sto facendo i capricci per un giocattolo che ho messo da parte tempo fa e ora che qualcun altro l'ha preso mi viene voglia di rivolerlo
And I thought we were meant to be, eventually.
Ricapitoliamo in fretta ma con ordine, perchè se sto ammattendo io, non immagino voi...
Lui, proprio lui, fa una cazzata dietro l'altra. Decido di mettere ordine nella mia vecchia vita per iniziare quella nuova con tanto spazio per casino nuovo. Chiudo con lui, gli lascio un pezzetto del mio cuore. Piuttosto grande. E in ognuno cerco lui e a lui ci penso e lui mi manca.
Ci sono storielle, più o meno serie, più o meno brevi, prima di lui, dopo di lui, anche durante lui.
Lui che pare abbia una fidanzata, adesso, e io lo sento scivolare via da me. Lui che per me era sempre stato lui. Mio.
Poi ci sono io che devo partire tra 4 mesi per una vita nuova, devo lasciare qui tutto e tanto di me, più di quel che pensassi. E io che sto male quasi ogni giorno al pensiero di lasciare certe cose.
E due mesi fa spunta questo biondino, talmente bello che nemmeno ci credo che chieda di uscire a me. A me. Ci devo ancora credere dopo due mesi.
E in questi due mesi continuo a ripetermi che no, che non deve essere niente di serio, che non posso rischiare di avere qualcos'altro da perdere, qualcos'altro da rimpiangere, qualcos'altro per cui ripensarci e rimandare la mia nuova vita.
Ogni giorno che passa mi prende sempre di più e poi mi presenta qualche suo amico e mi presenta la sua sorellina e io sono felice che mi tenga la mano di fronte a loro e mi baci di fronte a loro.
E i baci sono fuoco, sono roventi, sono no ti prego resta ancora cinque minuti, sono mani ovunque e labbra troppo lente per così poco tempo insieme.
E io so che devo andare e la nostra amica comune mi dice che forse c'è ancora una ex di mezzo e che poi devo partire e devo fare la stronza ora o mai più, che poi lo so cosa succede e io continuo a fare paragoni con quel pezzo di cuore che mi manca e lui che mi piace cada dia màs e lui che spero di piacergli e questo fiume di parole che forse non ha nemmeno senso.
Non so cosa fare.
Any kind of advice is welcome.
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Brokenclock il 7/5/2010 alle 22:56 | |
sentimenti
2 maggio 2010
Fortuna che non era niente
Il fischiettare all'inizio di questa canzone.
La mia finta indifferenza.
E la mia infinita paura.
Ho paura di affezionarmi troppo, e troppo in fretta, di questo ragazzo meraviglioso che mi è capitato per le mani. Bello, sicuro di sè ma dolce e divertente.
Ho paura di restarci male ancora, perchè mi sembra di avere un dejavu. Le mani intrecciate e i suoi amici. Forse era un po' presto per presentarmi agli amici, ma forse sono io che gli dò troppa importanza.
Le mani intrecciate. Mi è piaciuto sentirti vicino.
E
non so se e' caldo,
freddo oppure
niente...
So che ti voglio
ad
occhi chiusi
in mezzo a tanti.
...fortuna
che non
era niente.
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Brokenclock il 2/5/2010 alle 20:3 | |
DIARI
26 marzo 2010
Each Tear
'Queste ore ormai umide di lacrime cancellano il timore.'
Il punto è che non voglio che l'insicurezza o la paura mi impediscano di seguire i miei sogni. Never let the fear of striking out keep you from playing the game. So che esiste una possibilità, anche piuttosto concreta, che i miei sogni incontrino degli ostacoli. Ma so anche che nel caso sarei pronta a rimboccarmi le maniche e a combattere finchè l'ultima goccia di sangue non abbandonerà le mie labbra.
La voglia è più grande della paura.
Sto continuando a ripeterlo per non correre il rischio di scordarmelo.
| inviato da
Brokenclock il 26/3/2010 alle 18:37 | |
DIARI
24 marzo 2010
Pictures of you
Yes.I'm one of those people who takes billions of pictures.
Quando ho scattato queste foto, circa un mese fa, non sapevo bene cosa stessi tentando di fare. L'ho fatto per una mostra, alla quale ho inviato due foto: questa e un'altra scenograficamente bella ma banale (un castello, per la cronaca).
La fotografia è il mio mezzo per essere immediata. Non so disegnare. Quando non scrivo, fotografo.
Cerco di capire.
Sono una di quelle persone che hanno una personalità forte, sono una leader. Che parola orribile. (Si, ho anche delle parole preferite. Tipo soffice ed emaciato e endemico e integerrimo.)
Ma sono anche talmente insicura che mi capita di cambiare piccoli dettagli in base alle persone che frequento.
Le scarpe, il genere di musica, come porto i capelli, gli orari.
Sono un muffin mele e cannella a forma di cuore a cui è stato già staccato un morso.
Sono alla ricerca di un morso mancante.
Ho trovato pezzetti al cioccolato, pezzetti ai mirtilli, pezzetti allo yogurt.
Sto cercando il mio pezzetto mele e cannella.
Sto cercando qualcuno con cui mangiare.
E qualcuno a cui scattare milioni di foto.
A pezzetti.
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Brokenclock il 24/3/2010 alle 18:18 | |
9 febbraio 2010
Runaway
Questa mattina, quando mi sono svegliata, ho capito subito che avrei scritto.
L'ho capito perchè ho fatto dei sogni tormentati e quando faccio certi sogni poi mi sveglio con un umore strano che poi mi fanno stare male tutto il giorno.
E mi sono resa conto che scrivere mi manca tantissimo e non capisco come sia possibile che da due mesi a questa parte le mie parole siano rimaste chiuse a chiave in qualche luogo irraggiungibile.
Non ho scritto e nemmeno ho riletto cose vecchie, un'abitudine che ho, che avevo per ritrovare la strada.
Perchè l'ho persa, la strada, e non so più dove sto andando; quella su cui stavo camminando sta scivolando via, come se me la stessero sfilando da sotto i piedi, come se fosse un tapis roulant.
E forse non ho scritto perchè sono stata così tranquilla e felice e serena per un po' che mi sembrava
stesse andando tutto bene e secondo i piani.
All'improvviso il vaso di cristallo mi è caduto dalle mani e senza fare rumore, prima si è crepato, poi si è frantumato. Dannazione, l'ho fatto cadere io, in qualche modo di proposito, e non so perchè l'ho fatto e non so perchè continuo a punirmi per un errore così banale.
Ho fatto talmente tanti errori fino ad ora, e non so come rimediare e per non farne altri sto facendo ancora più macello.
Ho chiuso anche quelle due storie, non mi sembravano giuste, sarebbero stati solo altri due errori.
Per loro, più che per me.
Sono stufa di scrivere solo quando sto male e quando ho da lamentarmi, perchè sapete che c'è? C'è che io non sono cosi lagnosa tutto il tempo, Dio!, no!, spero che l'abbiate capito.
Perchè sono solare e sorrido quasi sempre e mi piace ridere e parlare e divertirmi.
E mi piace scrivere e far emozionare.
Solo che mi sento legata con le braccia dietro la schiena, senza la possibilità di liberarmi.
Hope you missed me folks, cause I did miss you.
And I missed me as well.
| inviato da
Brokenclock il 9/2/2010 alle 17:2 | |
sentimenti
29 dicembre 2009
Tutti i miei sbagli
Sono nella mia stanza con una parete blu, il copriletto blu, le tende blu, i miei quadri in bianco e nero appesi, il mio portatile nuovo sulle gambe, una connesione rubata.
E dopodomani inzia un altro anno.
L'anno che spero cambierà in modo irreversibile la mia vita.
L'anno in cui, come non mi stanco mai di ripetere, chiuderò le porte che sono rimaste aperte inutilmente per tanto tempo e ne apritò tantissime di nuove.
Spero solo di chiudere quelle sbagliate e aprire quelle giuste.
Sto impiegando tempo ed energia, sapete?, per cercare di far funzionare tutto nel modo giusto, ma questo mio caratteraccio a volte è un po' d'impiccio!
Potrei avere una storia da tre mesi con una persona che a me credo ci tenga davvero e invece mi intestardisco con quello che da quasi tre anni mi fa soffrire, mi fa letteralmente impazzire.
E io non sono capace di mandare avanti due storie parallele senza combinare casini e allora litigo con entrambi per motivi futili e mi sento in colpa cinque minuti dopo.
Tra sette mesi starò facendo una valigia, con vestiti e con quei pezzi di vita che voglio portarmi dietro: le mie amiche, la mia famiglia nei momenti buoni, me stessa nei momenti buoni.
La mia caparbietà, la mia tenacia, la mia sincerità, la mia faccia tosta.
In quella valigia voglio metterci tutti i pregi possibili, finchè che ce ne stanno.
E per ricordarmi della mia vecchia vita avrò cartelle piene di foto, scattate a tradimento e in pose forzate, di sorrisi e di scherzi, di affetti, soprattutto.
Ho tanta paura di questa nuova vita, paura di perdere le mie certezze in un battito d'ali di farfalla, paura di perdermi lungo la strada e di accorgermi di aver seminato granelli di polvere invece che pailletes colorate da veder luccicare con il sole, anche se coperto dalla pioggia.
Every end is the beginning of a new something.
Does it make any sense to you?
Per ora questa vita procede, procede discretamente bene e non posso far altro che sperare in silenzio che le vostre stiano facendo altrettanto.
Perchè forse sono poco presente nella vita di alcune persone ma penso tanto.
Buon inizio, a tutti voi.
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Brokenclock il 29/12/2009 alle 16:15 | |
sentimenti
28 ottobre 2009
Un periodo pieno di sorprese (Chiedimi se sono felice)
Tu continui a ripetermi di essere meno razionale, di smettere di pensare.E io continuo a scrivere e cancellare, scrivere e cancellare, scrivere e cancellare, scrivere e cancellare.'Troppo cerebrale per capire che si può stare bene senza calpestare il cuore'Mi sembra di sbattere contro un muro di gomma invisibile.C'è, ci sbatto contro, rimbalzo, sbatto di nuovo, vedo i lividi ma non il muro, rimbalzo.
'Comincia a ingiallirsi il nero del livido,
non è più così tanto nitido
e da oggi il dolore ritorna semplicemente sottocutaneo'
Ahi. Fa male lo stesso.
Due settimane fa ero stra-felice.
Serena, tranquilla, rilassata.
Man mano che le cose cercano di svilupparsi e di risolversi, mi sento un po' costretta dentro la mia pelle.
Lo studio scarseggia, i rapporti si incrinano, la voglia di fare alcune cose scema sempre più.
Uff...!
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Brokenclock il 28/10/2009 alle 14:40 | |
DIARI
18 ottobre 2009
Dilemma
Se capissi cosa c'è di sbagliato, lo metterei a posto.
Quando sto con te...è una scena da film, mano nella mano.
Siamo solo io e te.
Sto bene, anche se mi congeli le mani.
E allora perchè adesso sto pensando a lui?
E allora perchè non riesco a scrivere di te?
Questo è un bel casino.
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Brokenclock il 18/10/2009 alle 14:54 | |
sentimenti
11 ottobre 2009
Senza Parole
Parlo, parlo sempre, difficile che tenga la bocca chiusa, parlare mi piace, non mi stanco mai, mi libera, mi piace il suono di certe parole, mi piace sentire la mia voce.
...
Se mi lasci senza parole... beh, allora è decisamente qualcosa.
Mi piace, non pensavo, non me l'aspettavo, non so se lasciarmi andare, lui mi scrive in francese, mi sciolgo, mi fa ascoltare musica jazz in piazza Santo Stefano, mi sciolgo, mi pensa, o così pare, mi sciolgo sempre di più, mi sento un quadretto di cioccolata al sole il 15 d'Agosto.
Mi piace, gli piaccio?
Quante cose che abbiamo in comune, non mi sembra ancora vero.
A volte mi sveglio la mattina e mi sembra di essere appena uscita da un sogno, uno dei miei, di quelli che finiscono strappati a metà dalla luce del sole.
Poi il cellulare vibra...
Bonjour cherie.
...e va bene così. Senza parole.
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Brokenclock il 11/10/2009 alle 20:16 | |
sentimenti
6 ottobre 2009
Le onde
Sono sulla spiaggia, ad ascoltare il rumore del mare.
Sono sulla luna a ballare il chachacha.
Sono in una cucina calda di forno, davanti a una teglia di biscotti.
Sono su un grattacielo, guardando verso l'alto.
Sono a Central Park a fare un pupazzo di neve.
Ovunque ma non qui.
10 mesi.
303 giorni.
Per ora sono felice. (Ssh!! Non ditelo ad alta voce!)
Sorrido.
Sono una ragazza giovane, abbastanza carina, alcuni dicono intelligente, parlo cinque lingue, non me la cavo gran che con la matematica ma pazienza!, non si può saper far tutto, so essere frivola, so avere la testa sulle spalle. Mi piace ridere, mi piace divertirmi, mi piace imparare, mi piace informarmi.
Pare che qualcuno l'abbia capito, pare che qualcuno voglia darmi una chance.
Pare che qualcuno di normale a questo mondo esista davvero e, ti prego, tiprego, fa che io l'abbia trovato.
Ps. Se non l'avete ancora fatto, ascoltatevi Le Onde di Einaudi. Io non riesco a smettere.
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Brokenclock il 6/10/2009 alle 14:58 | |
sentimenti
24 settembre 2009
Superman / Human
Mi capita di sentirmi invincibile e di sorridere senza un motivo; di credere di poter volare sulla luna e tornar qui quando voglio; di essere convinta che nulla possa fermarmi; di sapere sempre quel che sto facendo e di essere convinta di farlo sempre bene; quando non so fare qualcosa me la spieghi, mi dai dieci minuti e io ci riesco.
Mi capita di essere superba.
Poi ci sono i giorni come oggi, quelli che se la vita fosse un blocco per scrivere cancellerei tutto con il bianchetto, anzi, strapperei e appallottolerei la pagina, cercando di far canestro nel cestino, salvo poi mancarlo, alzarmi e buttarla per bene.
Mi capita anche di essere una buona a nulla.
Solo che cadere fa male, famaleporcaputtana e mi trovo persa perché non so cadere, non sono abituata a cadere, vorrei un cuscino, un materasso, qualcuno pronto a prendermi tra le sue braccia.
Se questo post l'avessi scritto ieri, stareste leggendo di quanto è bella questa routine ritrovata e di quanto sono soddisfatta della mia vita ora, di come mi trovi a sorridere e spesso a ridere tra me e me che quelli che mi vedono mi credono pazza, e di come io stia inziando a pensare che alla fine un po' carina lo sono e magari anche simpatica, alle volte, di quanto mi stia impegnando per raggiungere i miei traguardi.
Ma oggi è oggi e mi sento un'incapace, mi sento vuota, ho voglia di piangere e di essere coccolata e rassicurata e non sono per nulla una persona matura e responsabile ma una bambina che fa i capricci e come una bambina mi sento impotente e inutile e non so.
Semplicemente non so.
Non so se ce la farò.
Ho paura di non sapere.
Ho paura di non farcela.
| inviato da
Brokenclock il 24/9/2009 alle 18:57 | |
DIARI
16 settembre 2009
Le sei e ventisei
L'ora in cui suona la mia sveglia è leggermente più tardi, ma parliamo di un quarto d'ora, nulla più.
Di solito mi arriva un messaggio di buonanotte, mica sempre, ma abbastanza spesso da farmi sorridere quando lo leggo.
Ho ricevuto dei consigli.
Devo decidere se accettarli.
Non è mai facile, preferisco sbagliare con la mia testa.
Sono tentata, mi sembrano buoni.
La persona che me li ha dati non mi conosce bene, ma mi capisce al volo.
Periodo di decisioni, sembra.
Vorrei vivere in un mondo di risposte, anzichè di domande.
I punti interrogativi hanno una bella forma ma un pessimo, pessimo significato.
'E se la risposta è amore, la domanda qual è?'
Con l'estate mi sembrava che fosse quasi svanito tutto: tutti i brutti pensieri e il tempo di prendere decisioni e le incombenze quotidiane e le persone che non mi piacciono e la pioggia e il freddo e l'impegno costante e i problemi di tutti i giorni.
Ma il brutto tempo sta riportando tutto a galla, quasi come fossero macchie d'olio in una pozzanghera, mi sta facendo ricordare delle mie responsabilità e di come voglio gestire la mia vita.
La Routine.
Amata/Odiata, in qualche modo, come tutto.
L'estate è finita, lei è tornata.
Come quando guido, cerco di concentrarmi sulla strada, sulle altre auto, poi a lasciare la frizione con calma, gli specchietti, le frecce, le mani salde sul volante, le marce, le manovre.
Posso fare una cosa per volta, ma per guidare bene ci vuol pratica.
Devo concentrarmi.
Ma dopo un'estate bella, intensa, divertente, spensierata, allegra, dolce, come quella appena trascorsa, lo trovo difficile.
"vorrei potesse non finire mai"
Come tutto, deve finire.
Il mare, gli amici, le risate, quante risate!, i viaggi in aereo, le foto compromettenti, la luce che salta, le discoteche all'aperto, i compleanni, i flirt estivi, i baci, quanti baci!, l'ansia di tornare, i bagagli da fare e disfare, l'acqua salata e poi quella dolce della piscina, l'aria condizionata che fa andare via la voce, l'abbronzatura che lascia segni sulla pelle, le persone che conosci, la sensazione di libertà.
Il pensiero vaga.
I sogni pian piano svaniscono.
Suona la sveglia.
Le sei e quarantacinque.
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Brokenclock il 16/9/2009 alle 16:55 | |
sentimenti
26 agosto 2009
Your kisses are wasted on me
Mai una settimana fu piena di baci come quella appena trascorsa.
Mi sento in colpa con me stessa, perché nessuno di quei baci avrei dovuto né tantomeno voluto, darli.
Però sono capitati e non ho saputo dire di no.
E adesso ne vorrei uno.
Due.
Cento.
Vorrei i tuoi, non gli altri.
Mi mancano quelle labbra veloci, nascoste, in una camera d'albergo, con qualche piccola bugia, tante risate, il mare salato, la piscina di notte, il tuo cuore che batte forte e la mia mano che ne tiene il ritmo sul tuo petto.
Tu che mi prendi un po' in giro e io che faccio la ritrosa, l'orologio che corre veloce, troppo veloce, veloce quanto le tue mani che devo scansare ma non vorrei, tu che mi accompagni e mi dai la buonanotte con un bacio che forse non volevo che finisse e poi il buongiorno è un timido sorriso, mezzo assonnato, molto timido, e due chiacchiere su una sdraio e la paura di tornare alla realtà.
La paura che sia stato tutto un sogno e la paura che per questa Cenerentola scocchi la mezzanotte ed il principe non la stia aspettando.
Si parte sempre non sapendo cosa aspettarsi.
Mi aspettavo meno di nulla, giuro.
E poi qualcosa ha messo radici che spero si possano estirpare.
Perchè non voglio neanche essere ottimista.
Sei troppo lontano.
Troppo diverso.
Troppo incredibile.
Non posso.
Voglio un altro bacio.
Il tuo.
| inviato da
Brokenclock il 26/8/2009 alle 15:2 | |
2 agosto 2009
(Won't be) Seventeen Forever
| inviato da
Brokenclock il 2/8/2009 alle 11:52 | |
DIARI
24 giugno 2009
It's not me. IT'S YOU.
Sto mettendo in ordine.
Ordine per me è una parola che ha pochissimo senso. Una convenzione creata da persone psicopatiche che non si ricordano dove mettono le cose e a cui, per questo, è necessario assegnare un posto preciso ad ogni oggetto.
Il mio concetto di ordine è abbastanza... personale, diciamo.
Se i jeans sono sulla sedia e il caricabatterie è in bagno e le penne sotto il letto e le ciabatte sotto la libreria un motivo c'è.
Perché io li troverò esattamente dove li ho lasciati.
Eppure togliere la polvere serve a chiarire le idee.
A buttare via tutte le cose che ho conservato negli ultimi anni, perché io non butto mai nulla, neppure gli scontrini. Sono pezzi di ricordi, in fondo.
Ti ritrovi a svuotare una casa dentro tanti scatoloni, tutti uguali, all'apparenza.
Tutti marroni e pesanti e carichi di emozioni, di sciocchezze, di persone che hanno fatto parte della mia vita, che l'hanno influenzata in qualche modo, positivo o negativo che sia stato.
Tolgo la polvere e rileggo cartoline, riguardo foto, sfoglio riviste, ritrovo oggetti che credevo perduti.
Mi vengono in mette circa un milione di occasioni in cui mi sarei potuta/dovuta comportare in maniera diversa ma per qualche ragione sono rimasta la me stessa arrogante/tonta/timida/aggressiva o quel che ero in quel momento.
Oggi era il giorno dell'ordine. E allora ho chiarito.
Che ci rimango male se mi inviti fuori e sparisci (quelle surprise).
Che le persone non sono mai come te le immagini tu e te ne accorgi solo un anno dopo, quando inizi una conversazione per un'informazione e vorresti finirla in quattro secondi, perchè quella persona non ti piace (più) neanche un po'.
Che sto "bene da sola" è una frase che dicono le zitelle inacidite che però vorrei poter dire senza dover mentire a me stessa e agli altri.
Che sono una persona pessima, è un po' che non me lo dicevo, dovrei comportarmi meglio.
Ci provo.
Giuro.
Ci provo.
| inviato da
Brokenclock il 24/6/2009 alle 19:28 | |
DIARI
3 giugno 2009
Come sei veramente
Ultimamente mi piace scrivere ascoltando Giovanni Allevi, con le mie dita che si muovono veloci sulla tastiera e le sue che scivolano sui tasti del pianoforte, come se questa cosa ci legasse.
La sua musica mi fa male, me la sento dentro come il colpo di un coltello infuocato, perché è senza parole, perché le parole finiscono troppo spesso per essere le mie.
Sto riscoprendo anche la musica classica, l'avevo snobbata un po', dall'alto del mio amato r&b; poi per caso, sentendo un violoncellista sulla metropolitana di Madrid, mi è scattato qualcosa, quel qualcosa che fa ballare una ballerina, scrivere un poeta, correre un atleta.
Come non si può amare la Suite in sol maggiore di Bach? Sento un brivido lungo le braccia ogni volta e viaggio, viaggio, viaggio, fin dove riesco ad arrivare, fin dove posso, finchè qualcuno non mi scuote.
Scuotimi.
Ho notato le lentiggini.
Brutto segno.
Sono io che devo scuotere te?
No.
Me lo sto imponendo.
No.
Tu cos'hai notato di me?
Vorrei chiedertelo.
Oggi ho quasi vinto la mia prima partita a Risiko.
Quasi perché il proprietario del gioco è uno di quelli che "Ti piace vincere facile?!" e gli voglio un gran bene ma è un bambino e al mio terzo 6 consecutivo ha messo via il gioco ma gli voglio un gran bene lo stesso. L'ho già detto che gli voglio un gran bene?
Faccio fatica persino io a rendermene conto, per questo lo ripeto così spesso. Perchè è una persona con la quale non credevo sarei mai andata d'accordo e poi lui mi aiuta, mi capisce e mi abbraccia e tutto in un pomeriggio.
Poi si allontana un po' ma va bene così, ha meno casini con la morosa se io non sono di mezzo, quindi mi basta sapere che è nata un'amicizia, che io gli voglio bene e viceversa.
Anche se lo ucciderei per tutte le prese in giro, la più grande di tutti è quel nome che significa poco e tanto, niente e tutto, che lui strilla al suo amico nel corridoio e noi avvampiamo e lui ride e io lo picchio e lui ride e noi non ci guardiamo negli occhi e lui ride e mi dice che si diverte così.
Credo lo faccia per dargli uno scossone.
Spero che funzioni.
Se è per quello.
Se no spero funzioni lo stesso.
Vorrei che non mi avesse detto nulla se questo è quel che ne è venuto fuori, vorrei che si fosse tenuto i suoi stupidi messaggi per se, vorrei che fosse rimasto una fiamma spenta, sepolta sotto una montagna di cenere.
Eppure è riscoccata quella scintilla che credevo sparita da un annetto buono, quella che fa saettare gli occhi e battere il cuore e scattare la gelosia e sognare gli abbracci e le labbra.
Non so che fare.
| inviato da
Brokenclock il 3/6/2009 alle 17:33 | |
sentimenti
9 maggio 2009
Fast Forward
Siamo rimasti a quanto? Due, tre mesi fa? Qualcosa del genere.
Il tempo che scivola come quando metto le mani sotto al rubinetto, con l'acqua bollente che mi fa diventare la pelle rossa lasciando un segno doloroso che passa in qualche secondo.
Questi tre mesi sono scivolati su di me quasi fuggivi, come se stessi vivendo in un film, come se avessi impostato il fast-forward.
Ci sono state delle nuove amicizie, piacevolissime, rilassanti, persone che hanno dato una svolta più saggia e allo stesso tempo più spensierata alla contradditoria sottoscritta.
Ci sono stati due flirt di capodanno, che altro non erano che flirt stupidi e insensati.
(E l'Andrea donna disse: MAI uscire con uomini che si chiamano Andrea...)
Poi io che imparo ad andare sugli sci (più o meno...) con il maestro piùfffigo di tutte le Dolomiti che, indovina?, si chiama Andrea. Ma va?
Lo sport che pian piano è entrato a forza nella mia vita, con quella piscina che spero mi abbia fatto bene, anche se le battute pungenti sulla mia taglia continuano.
Ci sono state le solite settimane di quella vita che credi che con l'anno nuovo prenderà una piega diversa, invece ti accorgi che alla fine è sempre la stessa e che forse è meglio così, che evitiamo di far danni!
Il mio biondo londinese è arrivato e subito ripartito, con quegli occhi blu che mi fanno sentire in pace.
Poi parole composte con le lettere calamita sul frigo e una gara familiare senza un vero vincitore, vincitore morale le calamite non sopravvissute alla mia grazia elefantiaca.
C'è stata una settimana di febbre a 40, con quattro giorni di digiuno e cinque chili persi ripresi grazie al cibo spagnolo, irresistibile!
Eh, già perché c'è stato anche un viaggio a Madrid: cinque giorni di delirio puro, risate irrefrenabili in camere d'albergo confusionarie, passeggiate interminabili per gli immensi parchi assolati, sangria a fiumi in ristoranti bohemien, ragazze che si preparano per discoteche chiuse, centinaia di vetrine e ore e ore e ore infinite di shopping perché i negozi spagnoli sembrano non chiudere mai.
C'è stata un piccola cottarella, iniziata con qualche sorriso, continuata con due chiacchiere e finita nel giro di cinque battiti di ciglia per la solita ironia che fa da padrona nella mia vita, per la solita mancanza di tempismo (febbre e Madrid, vedi sopra...).
Pagine e pagine di libri sottolineati a matita, quella a mine 0.7 che se vuoi cancellare non si vede nulla e righe e righe di canzoni scritte a penna sull'agenda e un diario col gatto e il lucchetto rotto che ha ricominciato a contenere emozioni d'inchiostro.
Il corso di teatro anche quest'anno, che credevo e invece. E invece ne ho fatti due invece di uno perchè il regista mi ha preso la mattina prima dello spettacolo come sostituta di un ragazzo malato e, Dio!, se sono stata orgogliosa di me stessa. Quella che non si sottrae e non dice mai di no se c'è da lavorare sodo e imparare uno spettacolo fatto in 6 mesi in una mattina. E ci sono stata io che ho spaccato. Scusate se è poco.
Dulcis in fundo c'è stato un come-back, un colpo di scena alla Beautiful, di quello stronzo che ritorna, ma mica l'ultimo! (Se, magari!), ma il primo, quello per cui ho iniziato questo blog. Adesso è lui che si fa avanti, lui che, in ritardo di solo un anno, dice frasi strane e fa cose strane e lui e a cui ora non voglio rispondere perché non sono più la stessa e ho paura di quel che può uscirne...
C'è stato un
blocco, uno di quelli che ti impediscono di scrivere come se avessi le
mani legate in una morsa di corde fatte di sogni spezzati. Quando
scrivi e cancelli e scrivi e cancelli e cancelli e cancelli e ad un
certo punto cancelli e basta, perchè vorresti spegnerti e godertela e
basta.
Mi sa che sto blocco è sparito. (Speriamo)
Lui, quello vero, non è sparito. ma sta scomparendo. ci vuol solo un po' di fiducia...
piesse. Verrò a farvi visita. Prima che posso. Lo Prometto. Croce sul Cuore.
| inviato da
Brokenclock il 9/5/2009 alle 22:53 | |
DIARI
13 febbraio 2009
Tell me Why
Sono ancora qui, mi sono presa una pausa di riflessione da me stessa, a volte serve staccare un po' e smettere di speculare su tutto quel che faccio, prendere le cose che dico e che faccio, farne un bel sacco di quelli di plastica neri e buttarlo nel rusco, senza pensarci troppo.
Per un
po' sono stata una persona diversa, un po' più libera, incosciente a
volte, se volete, meno bacchettona, meno giudiziosa.
Poi credo di
aver capito che non sono fatta per essere così, credo di essere quella
un po' severa, che non sa trattenere i giudizi anche se ci prova, che
certe cose non le capisce, un po' violenta e tanto fragile.
Vorrei saper parlare come un cantante, come un poeta, vorrei solo smettere di banalizzare tutto quel che succede, come se il mondo fosse fatto di standard, con i gruppetti come a scuola, il bene e il male come al telegiornale, come il lieto fine o la tragedia dei libri, come le storie delle canzoni d'amore.
Sono circondata di amore, tra amiche e fidanzati di amiche, tra gli album di vecchie foto che fanno luccicare gli occhi, le lettere mai scritte e il diario segreto che trabocca di inchiostro nero.
Eppure sembra che questo cavolo di amore sia come una ciambella alla panna e io ne sia il buco al centro, che può sentirne la fragranza e magari persino la consistenza, godere del fatto di esserne parte senza veramente esserci dentro, senza esserne un ingrediente.
Non è cambiato gran che con quest'anno nuovo, chissà forse è presto per dirlo, ma magari sono già andata avanti senza accorgermene.
Le mie amiche sembrano tutte più o meno morosate, mi sento esclusa? Chissà.
Forse c'entra il fatto che anche lui si è fidanzato, e no, ovviamente non con me, e se all'inizio ci sono rimasta malemalemale poi ho pensato che il tempo passa e forse è meglio così e spero che sia felice perché in fondo gli voglio bene e credo che, per un motivo o per un altro, gliene vorrò sempre.
Magari è anche un po' che prima c'è troppa gente poi non c'è nessuno, prima hai la memoria messaggi piena e poi nessuno ti scrive, apri le mail e sono vuote, prendi una penna e ti scordi come si scrive, guardi un film e non lo capisci finché non vuoi farlo.
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Completely Nonsense.
| inviato da
Brokenclock il 13/2/2009 alle 15:2 | |
DIARI
6 gennaio 2009
Ma ti ricordi quella volta?
Metabolizzare
le novità, l'anno nuovo, il primo capodanno passato fuori, ricominciare
a parlare con lui, ritrovare un vecchio amico, uscire con le amiche,
baciare qualcuno, sentirmi abbracciata, sentirmi a posto con me stessa,
fare compere, nuotare, dimagrire, parlare parlare e ancora parlare,
organizzare feste, parlare lingue straniere, studiare forse troppo
(poco), conoscere gente nuova, uscire con lui, perdere tempo con le
persone sbagliate, far soffrire qualcuno, veder soffrire qualcuno,
consolare qualcuno, scrivere, ammalarsi, viaggiare, finire il credito
del telefono, stare ore a chiacchierare, vedere l'alba, tornare a casa
troppo tardi, imparare a voler bene a chi credevo di odiare, mandare
mail dall'altra parte del mondo, salutare la mattina con tre baci, bere
milioni di caffè, il corso di teatro, le serate in tacchi alti, le
serate tranquille, i film al cinema, le paglie fumate il sabato sera, i
sabato sera, il vestirsi carine, andare in piscina, prendere il sole in
giardino, dormire con le amiche, lasciare il mio numero di telefono, i
pomeriggi in centro, il the delle cinque, la cioccolata con la panna,
gli appuntamenti sotto il culo del Nettuno, lezioni dormite della
grossa, le canzoni che fanno pensare, le risate, i pianti, i baci, gli
abbracci, le foto scattate a tradimento, fare passeggiate sulla
spiaggia, guardare le vetrine, sognare vestiti che non ci possiamo
permettere, sognare amori impossibili, guardare film che conosco a
memoria, rileggere libri che ho amato, gli scazzi, litigare per nulla,
inventare scuse, darsi lo smalto a vicenda perchè se no la sinistra
viene male, telefonate interminabili, i concerti sospirati, pianificare
per poi disdire, improvvisare il sabato, ridere e piangere e
abbracciarsi e amare e non poter fare a meno di voi.
Grazie 2008.
Benvenuto 2009.
Mi ci son voluti sei giorni per metabolizzare.
E alla fine, son sempre piena di speranze.
Sospiro, mi siedo e incrocio le dita.
Per quest'anno, perchè sia come lo scorso e anche meglio.
Per me.
Buon anno nuovo.
| inviato da
Brokenclock il 6/1/2009 alle 18:40 | |
DIARI
18 dicembre 2008
Hot n' Cold
Non so più neanche io da che parte vado.
Forse ci sono troppe strade da seguire e nessuna è la mia.
Nessuna sembra la mia.
Questo assurdo, assurdo mondo.
Assurdo perché le cose non vanno mai bene tutte insieme.
Perché lo studio dà i massimi risultati col minimo sforzo, perché gli amici ci sono sempre e per fortuna!, perché in fondo la mattina mi alzo e sono abbastanza contenta.
Assurdo perché quest'anno sta finendo e a me è piaciuto più di quanto sia lecito ammettere anche con tutti i lividi che mi sono rimasti addosso.
E forse speravo che finisse come nelle favole, speravo che qualcuno ritrovasse la mia scarpetta e mi risvegliasse dal mio sonno incantato e nuotasse con me nel fondo degli abissi e che mi salvasse dal drago che mi tiene prigioniera e mi baciasse dopo una mela avvelenata.
O anche una sola di queste cose.
Confidavo nel karma e invece anche quello mi ha tradito.
L'amicizia che speravo portasse qualcosa era il solito fuoco fatuo.
Lo sconosciuto era il solito fuoco fatuo.
Lui è il fuoco fatuo per eccellenza.
(E maledizione, mi chiedo come abbia fatto a prendere 30 nel suo primo esame. Lo trovo ingiusto. Ecco.)
E alla fine
anche questo post è un fuoco fatuo perché per una volta volevo scrivere
qualcosa che avesse un senso logico, un inizio e una fine.
Parlarvi un po' della me reale, quella che la gente incontra ogni mattina, con l'influenza e il naso completamente inutilizzabile e del mio autobus e dei suoi 20 minuti di ritardo di stasera e del mio letto nuovo e dei regali che devo ancora fare e del mio albero stupendo e simmetrico e del fatto che vorrei un po' d'amore da trovarci sotto.
Mi ero fatta tanti bei discorsi mentali su come esistessero delle persone gentili che ti sorridono e come esistano delle persone che non lo sono solo sotto Natale e su come sia stato gentile l'autista dell'autobus che mi ha salvato da morte certa.
E invece straparlo di cose che non hanno un senso,
E vorrei averlo un po' di senso.
E un po' d'amore.
E la mia favola di Natale.
E tutti gli amici che ho perso per strada.
E un po' d'amore.
E me stessa.
E lui.
E ...
| inviato da
Brokenclock il 18/12/2008 alle 20:1 | |
30 novembre 2008
Love or Confusion
Tutti talmente diversi da chiederti cosa c'è in comune.
Mmm...te, forse?
Come ve lo spiego? Da dove comincio? Cosa tralascio?
Sono tre. O forse non sono nessuno.
Sono una specie di amico, uno sconosciuto e, beh, lui.
Ve lo dico: se potessi, brucerei l'intero genere maschile.
Senza offesa ma non sopporto più gli uomini.
La mia vita è il solito casino, un casino ordinato, però.
Sono un ossimoro vivente, sono quella che "Oddio, e adesso?" per ogni cosa quotidiana, per ogni minima stronzata, per le cose serie, per la festa che sto organizzando.
E per un bacio dato ieri a caso e per un bacio preso troppo seriamente parecchio tempo fa.
Mi spreco? Mi butto?
Che cavolo sto facendo?
Vivo?
Ma è così che si vive?
Sempre sull'attenti, sempre alla ricerca di qualcosa che non ha un senso.
Cosa cerchi?
Non credo mi metterò il cuore in pace, prima di aver trovato la risposta.
Non lo so, mi sembra di sfruttare la parola 'confusione' come se fosse un intercalare fin troppo frequente.
Non mi leggete più tanto spesso. Ma un motivo c'è, ovviamente.
Non sono più capace di scrivere, di capire come sto semplicemente leggendo inchiostro che sgorga dalla penna.
Perché mi sembra di ripetermi, ancora e ancora e ancora.
Mi sembra che la storia sia sempre la stessa, che io ci ricaschi sempre.
Mi sembra che sia una strana ironia della mia vita, della quale però non riesco a comprendere il lato buffo.
Voglio essere me stessa, voglio avere il controllo della mia vita, delle mie emozioni.
Voglio essere in grado di guidare quel che sento, avere una sorta di navigatore satellitare come sesto senso.
Sarebbe così comodo poter sapere, solo sapere.
Potrei avere una risposta, anziché mille domande, no?
piesse.
Per la miseria.
Domani è il mio (nostro?) secondo Blog-Compleanno e non me n'ero neppure accorta...
| inviato da
Brokenclock il 30/11/2008 alle 17:59 | |
DIARI
6 novembre 2008
Novembre
Caotico Novembre, appena cominciato eppure che dura da trecento infiniti anni.
Novembre pieno di contraddizioni.
Novembre pieno di impegni improrogabili e di pomeriggi passati a sonnecchiare con un libro tra le mani.
Novembre di abbracci e di giochi scemi e di ventiquattrore senza sonno e di amiche che non ti dicono le cose e di amiche che fanno cose sceme e di amiche che in fondo sono sceme ma che già lo sapevi.
Novembre di persone nuove che mai e poi mai pensavi, e invece.
E per fortuna.
Novembre che ti ricorda un po' Marzo, per i pensieri, per la penna che hai in mano e non riesci a usare, per le parole che vogliono uscire e non ci riescono come vorresti.
Novembre dei primi freddi, delle piogge interminabili e cupe e tristi e bagnate.
Novembre di delusioni, principalmente da te stessa, e di scoperte e di nuove delusioni e di ho voglia di far di più ma in fondo non poi così tanta.
Novembre che stai sopravvalutando le tue capacità e in un certo senso le sottovaluti anche.
Novembre che ti guardi allo specchio e cambieresti capelli, naso, mani, cosce, tutto.
Ma non i tuoi occhi, ancora quelli ti piacciono più di quanto sia lecito piacersi.
Novembre che mangeresti fino a scoppiare eppure se potessi vivresti senza cibo.
Novembre che rivorresti fosse Giugno.
Novembre che pensi a lui, ma forse un po' meno ogni giorno e in realtà non è vero ma se continui a ripeterlo magari ci credi.
Novembre di canzoni tristi che non fanno altro che ricordarti te, che sembrano scritte per te, che parlano di te.
Novembre che quanto sei egocentrica, mammamia!
| inviato da
Brokenclock il 6/11/2008 alle 19:2 | |
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